(1) Pinacoteca Civica, nel Palazzo Malatestiano - Piazza XX Settembre.

Qui troviamo alcuni ritratti di personaggi illustri della famiglia Torelli.

12I ritratti dei due sposi,Giacomo Torelli e Francesca Suè, hanno le stesse dimensioni; l’autore è ignoto, ma esiste l’ipotesi di una probabile paternità del Torelli stesso.

Realizzati seguendo il gusto francese, evidenziano entrambi una certa libertà di esecuzione.

43Nei depositi del Museo Civico è presente il ritratto di Lelio Torelli  (1489-1576), giurista fanese  che dal 1546 fu primo segretario del Granduca fiorentino Cosimo I de' Medici.
Lelio  fu il compilatore degli statuti dell'Ordine di Santo Stefano di cui nel 1594 diventò cavaliere anche Pandolfo Torelli, il padre di G.Torelli , che intratteneva stretti rapporti con lui. Lelio svolse un ruolo importante anche per la fondazione dell’Accademia fiorentina. Fu un grande collezionista di opere d’arte; nel 1517 si legò  in matrimonio ad un’altra nobile fanese, Lia Marcolini.

La famiglia Torelli continuò a rimanere legata a lungo alle fortune della Corte dei Medici.
Il volto del ritratto è stato ricavato da Giovanni Pietropoli, nel 1864, da un affresco del Vasari in Palazzo Vecchio a Firenze, il resto del ritratto è di pura invenzione.

5Dodici quadretti ad olio, che raffigurano alcune scene teatrali di G.Torelli, imitano le dodici stampe che G. Torelli aveva pensato di pubblicare a Venezia nel 1644 per arricchire con immagini dei suoi allestimenti un libretto in-folio di alcune opere che aveva messo in scena in quei luoghi.
L’incisore di quelle stampe era Marco Boschin. Per lo più si tratta delle scene allestite nel 1643 per la Venere Gelosa.
L’autore  probabilmente non è Torelli, piuttosto può trattarsi di un omaggio in tempi successivi  alla  sua opera

I quadretti e i ritratti di G.Torelli e della moglie sono stati donati, a fine '800,  ai Musei Civici dal conte Gregorio Tomani Amiani che li aveva ereditati dalla famiglia Torelli.