Stemma torelli

FAMIGLIA TORELLI

La famiglia nobile originaria di Ferrara, ha tra i suoi massimi esponenti fanesi Lelio Torelli, primo segretario del granduca di Toscana Cosimo I e Giacomo Torelli, grande scenografo del Seicento europeo.

stemma Nolfi

FAMIGLIA NOLFI

I personaggi più illustri della famiglia sono Guido Nolfi (1554-1627), uomo dotto che svolse importanti incarichi nella Curia romana e Vincenzo Nolfi (1594-1665), storico, letterato e principe dell’Accademia degli Scomposti di Fano.

Stemma Marcolini

FAMIGLIA MARCOLINI

I Marcolini hanno dato a Fano, alle Marche, alla nazione e all’Europa, uomini illustri, molti dei quali sono appartenuti all’Ordine di S.Stefano papa e martire costituito da Cosimo I de Medici, approvato da papa Pio VI. Nel 1596 con Matteo Marcolini, priore della Rota, questo ramo assume anche il nome di Marcolini del Balì.

SAN PIETRO RISANA LO STORPIO
Simone Cantarini
1639 ca.

olio su tela         cm 309x266

 

1COLLOCAZIONE ORIGINARIA: l’opera, sagomata agli angoli, decorava la parete destra (1) dell’altare maggiore della chiesa di San Pietro in Valle. (Vedi anche scheda cappella absidale S.Pietro in Valle)
COMMITTENTI: eredi di Francesco di Matteo Marcolini che per primo fece decorare la cappella absidale.

L’episodio descritto è tratto dagli Atti degli Apostoli e riguarda la guarigione di un paralitico da parte di San Pietro, assistito da San Giovanni.

2San Pietro (1) è colto nell'atto di risanare lo storpio, con naturalezza lo aiuta ad  alzarsi afferrandolo  delicatamente per il braccio.

San Giovanni (2) assiste San Pietro. La mano sul petto trasmette un sentimento di dolce e pura commozione verso l'ammirevole gesto del Santo.

Il gruppo di sacerdoti (3) asinistra sta per scontrarsi con gli apostoli dopo il miracolo. Si notano i due personaggi anziani velati che Cantarini riprende da un’opera di G.Reni.

Il naturalismo caravaggesco si esprime anche nel bambino (4) con il mento appoggiato sul bastone e fermamente concentrato ad osservare l'episodio.

Cantarini, nell’uso di quinte architettoniche (5) sullo sfondo, è influenzato da Guido Reni.
10bSimile è la composizione in diagonale delle figure, presente già nell’opera collocata nel 1626 nell’altare centrale della medesima cappella absidale.

3Nelle architetture crea rimandi alla realtà contemporanea di Pesaro (5):
il portale evoca quello di Villa Miralfiore, probabilmente per  un omaggio ai duchi Della Rovere, la parte superiore della chiesa si riferisce a quella di 5S. Giovanni del Genga ricca di altari di famiglia e per la quale lo stesso Cantarini realizza un’opera.

La testa dell’anziana (6) risente dell’influsso di Caravaggio.
6La composizione della madre con il bambino (7) recepisce l’esempio del caravaggesco Guerrieri che realizza, per la stessa chiesa, nella cappella Petrucci, il Miracolo del bambino nato cieco. Qui il volto del bambino esprime gioia per l’aiuto prestato allo storpio.

 

 

Il corpo  giovanile (8) e dalla muscolatura  scolpita dello storpio sembra risentire dell'influenza di Michelangelo.
Cantarini aveva potuto ammirare le sue opere durante un viaggio a Roma.

Simone Cantarini è un pittore e incisore marchigiano nato a Pesaro nel 1612.
Come afferma la storica dell’arte A.M. Ambrosini Massari, un primo tirocinio del pittore avvenne a Fano, sulle opere di Guido Reni per S. Pietro in Valle; tra queste, l’Annunciazione, è definita dal Cantarini “la più bella opera del mondo”.
Nel 1635 si trasferì a Bologna per entrare nello studio di Guido Reni. Dopo il suo ritorno a Pesaro il suo stile si fece affine al realismo caravaggesco, come si può notare in quest’opera. Soggiornò a Roma nel 1642 e poco dopo tornò a Bologna. E’ considerato un pittore che riuscì a rinnovarsi fondendo le principali tendenze artistiche italiane. Morì a Verona l’11 ottobre del 1648, a soli 36 anni in circostanze misteriose.

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