Stemma torelli

FAMIGLIA TORELLI

La famiglia nobile originaria di Ferrara, ha tra i suoi massimi esponenti fanesi Lelio Torelli, primo segretario del granduca di Toscana Cosimo I e Giacomo Torelli, grande scenografo del Seicento europeo.

stemma Nolfi

FAMIGLIA NOLFI

I personaggi più illustri della famiglia sono Guido Nolfi (1554-1627), uomo dotto che svolse importanti incarichi nella Curia romana e Vincenzo Nolfi (1594-1665), storico, letterato e principe dell’Accademia degli Scomposti di Fano.

Stemma Marcolini

FAMIGLIA MARCOLINI

I Marcolini hanno dato a Fano, alle Marche, alla nazione e all’Europa, uomini illustri, molti dei quali sono appartenuti all’Ordine di S.Stefano papa e martire costituito da Cosimo I de Medici, approvato da papa Pio VI. Nel 1596 con Matteo Marcolini, priore della Rota, questo ramo assume anche il nome di Marcolini del Balì.

ANGELO CUSTODE

Guercino

1641

olio su tela       cm 292x178

La tela venne commissionata dal nobile cittadino Vincenzo Nolfi, devotissimo all’Angelo Custode, al Guercino per la propria cappella presso la chiesa di S.Agostino (1), dove rimase fino al 1943, prima che la chiesa fosse danneggiata dagli eventi bellici.

1

Guercino crea un’atmosfera vibrante di luci e ombre intense ma non drammatiche, il colore ben accordato favorisce suggestioni romantiche, le forme naturalistiche sono più vicine alla realtà che all’idealizzazione (5). Gli sguardi estatici dell’angelo e del bambino conferiscono uno spontaneo senso lirico mitigando la forte fisicità della figura dell’angelo che domina la scena.

angelo custode

L’opera ha come soggetto la contrapposizione tra il bene e il male (2), la luce e l’ombra, lo spirito e la materia.

Infatti nel dipinto vi sono evidenti riferimenti al pensiero di S.Agostino relativo alle condizioni che portano alla salvezza dell’uomo.

Il paesaggio moralizzato presenta sulla destra un edificio illuminato possibile allusione alla Civitas Dei, la città di Dio (3) da contrapporre alla città degli uomini.

Il cubo (4) su cui è posto il bambino simboleggia il solido fondamento, su cui deve basarsi la vita dell’uomo.

Nel 1848 il poeta inglese Robert Browning venne a Fano e, visitando la chiesa di S.Agostino, rimase letteralmente folgorato dal dipinto del Guercino a tal punto da scriverne una poesia. Nel 1912 il docente di letteratura inglese nell’università di Yale, Phelps, venne a Fano per ammirare il quadro, fondando in onore del poeta Browning il Fano Club, gruppo al quale si accedeva mandando una cartolina o una foto che dimostrasse la visita a Fano per ammirare l’opera del Guercino. Questo primo club decadde, ma in seguito ne sorsero di nuovi.

Giovanni Francesco Barbieri, detto Il Guercino, nasce a Cento (Fe) nel 1591. Dopo un periodo d’apprendistato nella città natale, si trasferì a Bologna (1617). Le opere del periodo giovanile rivelano una sostanziale adesione alla poetica dell’Accademia dei Carracci a Bologna. Esse sono tuttavia animate da un cromatismo e da una sensibilità ai problemi di luce che ne fanno un unicum nell’ambito della scuola bolognese. A Roma lavorò presso papa Gregorio XV dove espresse al massimo la sua istintiva capacità pittorica e uno spontaneo senso lirico, distaccandosi dalle forme più meditate ed accademiche dell’arte carraccesca per sviluppare una pittura ricca di gradazioni tonali e chiaroscurali e di vibranti e rarefatte atmosfere.

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